Nel tempo degli dei

martedì 5 febbraio 2019, ore 21 - Teatro Galli
TURNO D - Altri percorsi


«Era nata come Odissea tascabile, è cresciuta nel tempo, nei suoni e nello spazio: è diventata olimpica e quasi alpina. Perché Ulisse più lo conosci e più ti porta lontano: e la distanza (celeste e marina) è la condizione essenziale per comprenderlo e cantarlo. Perché di questo si tratta: un canto. Forse il canto. Antico di tremila anni, passato di bocca in bocca, e di anima in anima: il soul per eccellenza. Perché questa è la storia dell'Occidente, e tutto contiene: dal primo istante, quando nulla esisteva, e un giorno cominciò a esistere, a partire proprio da quelle misteriose, ambigue capricciosissime entità che questa storia muovono: gli dèi.»
Paolini descrive così lo spettacolo che lo vede in scena, insieme ad altri interpreti, a solcare nuovamente le rotte tracciate dal primo romanzo epico della letteratura occidentale. Ex guerriero, ex eroe, ex aedo, Ulisse è ora un calzolaio che cammina senza meta con un remo in spalla, come da profezia del fantasma di Tiresia, l'indovino cieco. Questo Ulisse pellegrino e invecchiato non ama svelare la propria identità e tesse parole simili al vero. Si nasconde, racconta balle, si inventa storie alle quali non solo finisce col credere ma che diventano realtà e, addirittura, mito.

 

 

Il calzolaio di Ulisse